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IL NOSTRO SPORT IN CAMERA MORTUARIA

 

E’ davvero sconfortante leggere le notizie che provengono dai centri della Capitanata in relazione  alle condizioni di tutte le branche sportive. Difatti, non è solo il calcio a stare in sofferenza, bensì tutto l’orizzonte sportivo. A leggere i giornali e i loro resoconti si deve dedurre che chi sta meglio versa desolatamente in camera di rianimazione, mentre i meno fortunati in quella mortuaria! Certo, il capofila in tema di difficoltà è la squadra maggiore, il Foggia, che sconta i tanti errori commessi negli ultimi anni, quando si pensava di risolvere la situazione con pezze sul sedere, che alla lunga non hanno retto all’urto della grande debitoria.  A cascata tutte le altre squadre sono finite in uno stato di incapacità o di impotenza, impossibilitate sinanche ad iscriversi.  Anche a Lucera le cose non vanno meglio. Col calcio stiamo assistenza alla solita sceneggiata estiva, con persone che tentano di rimettere in sesto i cocci senza avere un euro a disposizione.  Anche quest’anno Lello Di Ianni si sta battendo per evitare che la squadra maggiore del calcio non sparisca,  senza rassegnarsi e sperando fermamente di trovare alla fine la soluzione giusta. E lo fa col consueto entusiasmo, rimettendoci anche di tasca propria.  Comunque finirà, sarà una soluzione raffazzonata, che non resisterà alle difficoltà finanziarie del campionato. 

Anche la pallacanestro e la pallavolo, per citarle in italiano, manifestano le stesse difficoltà, per cui sembra molto difficile che i rispettivi responsabili riescano ad impinguare gli asfittici conti societari.  E’ ora che qualcuno si renda conto che, con i tempi che corrono, occorre ripartire da zero, cioè dai vivai, perché non è più possibile mantenere economicamente gli atleti.  Chi ci sta, ci sta.  Certo, sarà dura imporre questa linea, ma è l’unica percorribile in questo momento. Forse il momento di crisi servirà a rinsavire quanti sinora si sono dati alle allegre gestioni. Un esempio. Fino all’anno scorso, il Foggia aveva una organizzazione da serie A, mentre il buon senso avrebbe dovuto consigliare di azzerare quegli incarichi che servivano solo ai personaggi che li incarnavano di fare interviste e passerelle ai bordi del campo per non fare nulla.  Dicevamo che il momento di crisi può leggersi anche al rovescio, cioè come l’occasione buona per ripensare la gestione delle attività sportive, che dovrebbero servire prima di tutto per dare ai giovani una corretta formazione sportiva, talvolta  con connotazioni agonistiche.  E’  un po’ il ruolo che un tempo aveva l’Educazione Fisica nelle scuole o l’attività sportiva negli oratori parrocchiali. 

Per fortuna a Lucera ci sono società che hanno lavorato sui vivai, per cui non dovrebbe essere difficile attingervi. Magari anche ridimensionando i traguardi importanti, che tra l’altro la città non dimostra di gradire se al campo sportivo vanno un centinaio di persone, quando le cose vanno bene. Prima si prenderà coscienza di quanto sopra detto, meglio sarà per tutti. Occorre evitare lo strazio dello scorso campionato, quando c’è stato  l’ammutinamento dei giocatori proprio in presenza di momenti particolari. Certo, i giocatori hanno ragione, ma bisogna far capire loro che ora non c’è trippa per gatti.  Lo stesso Di Ianni deve prendere atto di questa situazione, perché alimentando speranze irrealizzabili finisce che lui stesso si rende responsabile della nascita di soluzioni senza un retroterra solido e per questo destinate a infrangersi  durante il campionato. E bisogna finirla di pensare agli imprenditori, perché questi non esistono e quei pochi in attività lavorano con l’acqua alla gola e non hanno un minimo spazio di liquidità da impiegare nel calcio  o nelle società lucerine.

a.d.m.

 

admin

Redazione

Luceranet.it, un nuovo sito ed un nuovo quotidiano per la città di Lucera, ma il cui sguardo andrà anche al di là della Capitanata.

Luceranet.it, un nuovo sito ed un nuovo quotidiano per la città di Lucera, ma il cui sguardo andrà anche al di là della Capitanata. Cronaca Politica Sport e Curiosità, questi sono alcuni degli ingredienti della nuova testata giornalistica. Qualcuno potrebbe obbiettare che per una realtà come Lucera, i quotidiani on line siano troppi. Mi permetto di non essere d'accordo, in quanto più voci raccontano la realtà, più possono essere divulgati i pareri e le opinioni della gente, dopotutto la democrazia è sopratutto questo. La nostra testata, infatti, è libera e dà libero accesso a chiunque voglia collaborare ed esprimere il proprio pensiero, sottolineo che comunque il rapporto è libero e gratuito. Ringrazio sin da ora chiunque potrà dare la sua la fattiva collaborazione. Dopo essere stato uno degli editori, di Sunday Radio ed una delle sue voci più famose per tantissimi anni, mi appresto ora ad affrontare una nuova avventura, questa volta nel web e spero che questa sia foriera di successi e nuove soddisfazioni. Le premesse e l'entusiasmo ci sono, a voi lettori il giudizio finale.

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