Dopo le note vicende giudiziarie, quello del 21 ottobre prossimo sarà, come dire?, un Consiglio Comunale senza manette. Difatti, tutti gli inquisiti sono tornati in libertà, decisamente intenzionati a dimostrare la loro innocenza ( perché innocenti ritengono di essere) e a riposizionarsi politicamente. Almeno sotto l’aspetto psicologico, i lavori dovrebbero filare tranquillamente, anche perché l’ordine del giorno è privo di argomenti insidiosi. Tra i banchi dovrebbero rientrare quelli ( o alcuni) sospesi provvisoriamente, operazione questa che, se concretata, dovrebbe riportare le cose all’assetto di partenza. Sarà interessante vedere come avverrà il riequilibrio delle posizioni in campo e se l’invito della segreteria provinciale del PDL a non disertare i lavori avrà una conseguenza sul campo. Dunque, si tratta di una convocazione di ordinaria amministrazione. Tornato il sereno dopo le vicende giudiziarie, bisognerà vedere se ci sarà il ricompattamento auspicato dalla segreteria provinciale e se i consiglieri colpiti dalla mannaia giudiziaria ( da verificare in sede processuale) avranno voglia di continuare con lo stesso entusiasmo di prima e fare in modo di portare a termine il mandato elettorale. L’ordinarietà degli argomenti dovrebbe aiutarli in questa riflessione. Per l’ordine del giorno due considerazioni.
Vi sarà l’approvazione di un ordine del giorno per la difesa del Tribunale. Siamo certi che tutti lo approveranno. Se, osserviamo, si è ritenuto di parlarne di in Consiglio Comunale vuol dire che ci dobbiamo davvero preoccupare, nonostante tante dichiarazioni - rimarcando il solito copione di questi casi - invitino a non drammatizzare. Evidentemente, non basta un ordine del giorno a farci stare tranquilli. I lettori sanno come la pensiamo con gli ordini del giorno, posto che per esperienza possiamo dire che non servono a nulla. Questi documenti neppure vengono letti in alto loco, motivo per il quale occorrerebbe una mobilitazione complessiva che venga guidata da chi in politica può contare qualcosa, ammesso che dalle nostre parti ci siano politici all’altezza di questo ruolo. Ancora. Nell’elenco degli argomenti notiamo che il Comune è parte soccombente in molte vertenze, come dire che deve sborsare quattrini a ristoro dei danni reclamati e formalizzati da regolari sentenze. E’ la solita domanda che resterà senza risposta: non sembrano eccessivi questi indennizzi, che paghiamo noi cittadini? In altre parole: proprio non si può fare nulla per evitare tante vertenze, che forse meriterebbero una valutazione improntata al comportamento del buon padre di famiglia? Dall’esterno, si ha la sensazione che le azioni risarcitorie reclamate vengano affrontate all’insegna del “tanto paga Pantalone”. Cioè noi. Si dirà che così non è e tutto continuerà a scorrere come prima.
a.d.m.


