Ero poco più che ventenne in quei primi anni 80 ed è ancora vivo in me il ricordo dell’emergenza casa che produceva sofferenza a quanti cercavano soluzioni adeguate per i propri nuclei familiari.
A Lucera non si trovavano case né da comprare né da affittare.
Chi voleva mettere su famiglia aveva difficoltà a trovare una dimora adeguata.
La 167 diede la stura al problema permettendo a molti di costruirsi o di acquistare un’abitazione di nuova costruzione mettendo in movimento un’economia ormai collassata che permise a molti artigiani e commercianti di trarre profitto dagli affari legati all’attività edilizia.
L’occupazione di urgenza dei terreni da espropriare per il P.E.E.P. della 167 fece aprire subito i cantieri e nel giro di poco tempo molti Lucerini vennero ad abitare nei nuovi edifici anche in assenza di servizi essenziali (strade, pubblica illuminazione, trasporti, allacci etc).
Purtroppo, l’iter per gli espropri dei terreni non sì concluse nei tempi dovuti trasformando una buona intenzione in un pessimo rimedio; la gatta frettolosa partorì gattini ciechi, tanto che i problemi di vista ce li trasciniamo ancora oggi.
La vicenda dei suoli del P.E.E.P. della 167 di Lucera, che si trascina ormai da oltre 30 anni, non può e non deve essere ricondotta ad un problema di natura politica, nel senso che vi è una visione politica e/o partitica che non ne con sente la soluzione definitiva; allo stesso tempo non riguarda solo ed esclusivamente i proprietari di quella zona, ma è un problema che deve interessare tutta la comunità lucerina.
Quel piano edilizio è stato un toccasana per tutta la nostra comunità interessando ogni cittadino sia in modo diretto che indiretto, alimentando aspettative patrimoniali ed economiche non indifferenti.
Sicuramente sono stati commessi anche altri errori in tutta la gestione del piano edilizio sia dal punto di vista amministrativo che contabile.
Ma oggi più che mai di fronte a quanto sta accadendo dobbiamo interrogarci sulla possibilità di porre rimedio ad eventuali errori che possono essere stati commessi, sapendo che la soluzione è di natura tecnico-contabile, nel rispetto della forma e della sostanza, ricercando soluzioni giuste per i cittadini ed adeguate a salvaguardare le legittime pretese dell’Ente Comune.
Vada perseguita la linea indicata dal Sindaco Dotoli di istituire un tavolo tecnico di confronto tra l’amministrazione e il comitato spontaneo della 167 per verificare l’esistenza di eventuali errori di calcolo che possono essere oggetto di discussione, per portare il Consiglio Comunale, all’unanimità, a rivedere in modo pieno, legittimo e senza rischi il prezzo da corrispondere.
Certe fughe in avanti di alcuni Consiglieri Comunali su temi così importanti non fanno bene “alla politica” e non trovano, come è accaduto, le soluzioni adeguate; in vero queste vanno ricercate in modo pacato, tranquillo, senza pregiudizi e prese di posizioni dalle parti in causa, mettendo in campo tutta la buona volontà, la saggezza e lo spirito di mediazione necessari per una degna definizione.
Dopo di ché, venga effettuata un’adeguata campagna informativa rivolta a tutta la cittadinanza, sapendo che i risvolti finanziari conseguenti saranno a carico dell’intera comunità, in quanto ogni cittadino dovrà contribuire in quota parte a coprire, con maggiori tasse e/o minori servizi ricevuti, l’eventuale differenza di introito che il Comune subirà.
Io sono pronto a sopportarlo e invito fin da oggi i miei concittadini a fare altrettanto mettendo in campo lo spirito di solidarietà e di fratellanza che contraddistingue il Popolo Italiano e in particolare quello Lucerino.
Lucera, lì 04 luglio 2011
Pietro Scioscia
Consigliere Comunale Indipendente


