In realtà la crisi proviene da--------Labbate! Seguiteci. Quello che sta accadendo non è altro che la prosecuzione dell’esperienza di Peppino Labbate al Comune, una esperienza contraddistinta da continui terremoti all’interno della Giunta e capovolgimenti di posizioni nell’allora Forza Italia, anche allora partito di riferimento per l’Amministrazione. Ricordate? Ci fu una rotazione di assessori vorticosa, il tutto per mantenere un fragile equilibrio politico della coalizione del tempo fino alla scadenza naturale della legislatura. Alla fine, il buon Peppino Labbate riuscì a raggiungere l’obiettivo, sia pure lasciando sul terreno molte ferite e dopo che il suo fegato aveva raggiunto proporzioni abnormi. E che le ferite furono laceranti, non rimarginabili è dimostrato dal fatto che i forzisti inopinatamente si liberarono ( meglio complottarono!) di Costantino Dell’Osso, il solo elemento che - per le tante considerazioni che non è il caso di ribadire - avrebbe potuto essere l’elemento di coagulo in una coalizione rissosa. La vittoria del centro sinistra con Morlacco poteva determinare una sorta di decantazione a destra, con la ricucitura di quelle fratture che rendevano inoperante Forza Italia, poi divenuta PDL. Vogliamo dire che se l’esperienza Morlacco non si fosse conclusa traumaticamente e anticipatamente, Forza Italia avrebbe potuto beneficiare di un salutare periodo di decantazione, cioè del tempo per ricompattarsi e di muoversi su basi organizzative diverse e più solide e all’opposizione si sarebbe potuta riossigenare lontana dai palazzi del potere ed esprimersi come forza di programma più che di poltrone.
Così non è stato, per cui, nel dopo Morlacco, la destra, con il centro, si è ripresentata con alcuni degli gli stessi uomini ( e problemi) di Morlacco, alcuni dei quali, facendo i saltimbanco, sono passati indifferentemente da una parte all’altra. Insomma, la crisi Morlacco, paradossalmente ha accentuato quella del centro destra, che si è ripresentato alle elezioni con una camuffata verginità, ma nascondendo sotto il mantello dell’apparenza tutte le sue accantonate diversità circa il metodo di amministrare la città. Il centro destra di Dotoli ha tentato di trovare una forma di compattezza attorno a Costantino Dell’Osso, il quale, però, per incomprensibili motivi, è stato messo nelle condizioni di non poter dare il suo apporto, minando la sedia di Direttore Generale. Ma c’è un’altra ragione di fondo che ha sconquassato la vita politica: il fare gli ondivaghi di alcuni consiglieri comunali che si sono fatti eleggere con un simbolo e sono, poi, defluiti altrove. Sappiamo che gli interessati non vogliono che si ragioni in questi termini, dato che giustificano legittimo il loro cambio di casacca all’interno della stessa coalizione proposta agli elettori. Su questo tema c’è stata già abbastanza polemica, per cui non è proprio il caso di ripeterci. Noi – lo diciamo chiaramente e con determinazione - pensiamo che tutto ciò è amorale e suona come tradimento nei confronti di colui che ha messo la crocetta sulla scheda in un certo modo e dopo ha visto svendere la sua opzione per ragioni unilaterali. L’aggravante è che alcuni sono passati da uno schieramento all’altro già in campagna elettorale.
Se questo li giustifica sul piano della trasparenza, non li assolve su quello della coerenza, per cui tu non sai mai se questa è gente di destra o di sinistra. Forse sono solo mercenari. Non sappiamo, mentre diamo alla luce queste note, se Dotoli arretrerà o meno. In giro si dice che non lo farà, perché è troppo scottato per quello che è accaduto. Ma se lo farà, gli suggeriamo di puntare i piedi, altrimenti presto si troverà nuovamente nella condizione di essere ricattato. Alcuni si scandalizzano quando si parla di ricatti in politica. Come definirli, allora? Ognuno ha le sue idee su Pasquale Dotoli come Sindaco, però è innegabile che fare il primo cittadino tra gente così inaffidabile e sconclusionata è difficilissimo, se non impossibile. Ci sono tante mezze calzette in circolazione, che da tempo avrebbero dovuto ritirarsi a vita privata. Davvero per il bene di Lucera. Altro che storie!
Antonio Di Muro


