Antonio Tutolo ha ribadito quello che già era arcinoto nel corso della festa democratica del Pd, l’ex festa dell’Unità. Il tema dell’apertura della manifestazione riguardava la possibilità di delineare una strategia a sinistra in vista delle prossime elezioni comunali a scadenza o in caso di fine anticipata dell’Amministrazione in carica. Era molto atteso l’intervento di Tutolo, il cavallo pazzo della politica lucerina, che tanti odiano (politicamente), ma senza esimersi dal coccolarlo. Tutolo ha sempre sostenuto che non vuole nulla a che fare con i partiti così come sono strutturati ora, per cui preferisce la corsa solitaria. Un cambio di direzione presupporrebbe una sua leadership all’interno di una coalizione, con la possibilità di poter contare in sede di individuazione dei candidati. Forse un po’ troppo. Il fatto è che Tutolo avverte una certa idiosincrasia quando sente parlare di partiti, a cui attribuisce le colpe di tutti i ritardi e le sofferenze che sta si soffrendo la città. Se potesse, Tutolo li smantellerebbe a vista. Nel dopo elezioni, ci sono stati alcuni contatti informali con lui (a sinistra) per capire quale strada individuare per giungere alle elezioni con le idee chiare. Diciamo a sinistra perché agli occhi della gente Tutolo farebbe l’occhiolino a sinistra, in quanto nelle scorse elezioni regionali è finito nella lista del Governatore della Puglia Nichi Vendola, sia pure come indipendente. E’ chiaro che la posizione di indipendente rende il candidato più autosufficiente, non lo lega alla cosiddetta disciplina di partito, pur tuttavia implica una certa adesione alla linea di fondo della lista stessa.
L’interrogativo è questo: Antonio Tutolo continuerà a mantenere tale posizione sino in fondo? Oppure, si renderà conto alla fine che non potrà vincere le elezioni da solo, pur accrescendo il suo già corposo bottino elettorale? Che faccia ora prevalere la sua linea di indipendenza rispetto ai partiti può anche essere strategicamente comprensibile, perché è questo l’atteggiamento che gli consente di fare opposizione dura a tutto campo e di far accrescere le simpatie dell’elettorato. Noi siano convinti che al momento opportuno Tutolo si presenterà a qualche tavolo per siglare intese che possano avere serie probabilità di vittoria. Certo, farà valere il suo peso elettorale. Ed anche la sua simpatia che è riuscito a capitalizzare in questi anni di opposizione di piazza, che lo fa messo a stretto contatto dei cittadino e soprattutto a tu a tu con i problemi. Tutolo non è così sciocco da non pensare che un suo isolamento, sua pure con tutte le beneficenze possibili, lo porterebbe a fare opposizione a vita, mentre il suo apporto potrebbe essere importante in un coinvolgimento diretto in seno all’Amministrazione comunale. Per il resto, il dibattito sul futuro del centro sinistra non ha prodotto grandi sorprese. Tutti hanno avvertito la difficoltà nel mettere insieme tutte le espressioni presenti, che presentano sfaccettature diverse rispetto a alla posizione ufficiale del partito maggiore – il Pd – che pure non lesina appelli alla massima apertura verso tutte le componenti della sinistra e alle forze moderate di centro.
Ovviamente, non è che con un dibattito si possono risolvere le difficoltà esistenti a sinistra. Pur tuttavia, è importante che se ne parli e che, strada facendo, si trovino le soluzioni reali per giungere ad una intesa programmatica. Perché è quest’ultima che bisogna raggiungere, tenuto conto che le alte ideologie sono di pertinenza romana. Tutto sommato alla gente interessa la condizione delle strade, della pubblica illuminazione, del traffico, della scolarizzazione e via di seguito. Tutto il resto può restare fuori la porta. E’ importante che si riparli dei problemi cittadini e non delle grandi questioni ideologiche, ammesso che ancora che ve ne siano.
Antonio Di Muro


