Per l’aggressione a Costantino Montuori registriamo diversi attestati di solidarietà, tra cui quello importante della Federazione della Stampa. Anche le altre testate on line hanno voluto essere al fianco di Montuori in un momento di grave turbamento morale, prima ancora che professionale. Registriamo l’assenza della politica, che sarebbe dovuta stare in prima linea per stigmatizzare l’episodio, posto che il collega non racconta favole per i bambini ma fatti che riguardano la vita amministrativa della città e, quindi, è in qualche modo un collaboratore di chi ci governa, dal cui microfono hanno l’opportunità di poter esprimere le proprie idee, cosa non sempre scontata. Noi francamente non crediamo a queste forme di solidarietà, che spesso sono soltanto di facciata e null’altro. Servono spesso a far assurgere alcuni a protagonisti per acquisire qualche benemerenza verso la persona destinataria della solidarietà. Detto questo, ripetiamo, ci saremmo aspettati qualche dichiarazione a difesa del servizio che offre Montuori, ma soprattutto a sostegno di quei valori di democrazia e libertà che un libero giornalismo garantisce. E quello di Montuori è libero giornalismo, posto che fa parlare tutti, superando i rigidi steccati della politica.
L’assenza degli amministratori e politici conferma quanto dicevano proprio qualche giorno fa, in tempi non sospetti e che ciò politica e informazione non si parlano. Non lo fanno perché forse si disistimano reciprocamente e probabilmente perché il lavoro dei giornalisti è considerato come una impropria invasione di campo. Con questo non vogliamo autoassolverci, posto che anche noi avremo delle zone d’ombra per le quali aver bisogno di qualche atto di penitenza. Ma, complessivamente l’informazione locale ci sembra puntuale e non molto schierata, ma questo non significa che debba passare sopra a quei fatti che obiettivamente suscitano particolare clamore, come le vicende giudiziarie. Dall’atteggiamento dei politici si ricava una strana impressione: è come se si volessero addebitare agli operatori dell’informazione le responsabilità di quanto sta accadendo. Non è così. Anzi, qualche collega sta pagando in prima persona la colpa di stare in prima linea nella denuncia dei fatti rilevanti penalmente, motivo per il quale è tutta la categoria ad essere finita sotto scacco. E l’aggressione a Costantino Montuori può essere un segnale del decadimento morale in cui siamo precipitati. Vogliamo sperare che i “nostri” stiano in ferie e che provvedano, al ritorno in sede, a mettersi al fianco del collega .Può essere l’occasione per abbassare la barriera di diffidenza.
a.d.m.


