'Il Cappellaio Matto', Arte, Identità e Artigianato in scena a Lucera
Venerdì 24 aprile presso Utò-Lo spazio della Luce APS
Una mostra espositiva di creazioni frutto del genio delle mani
Con intervista allo stylist Raffaele Marone del brand mondiale dei cappelli e alla letterata Mazzeo sul “personaggio di L. Carroll tra letteratura e filosofia”
- Il mondo della creatività è senza confini. Uno dei suoi strumenti generativi è l’artigianato, che diventa linguaggio universale e patrimonio da custodire. Sono questa le fondamenta de “Il Cappellaio Matto: L’Identità”, evento promosso dall’associazione di promozione sociale Utò-Lo Spazio della Luce, in programma venerdì 24 aprile prossimo, alle ore 19, presso lo spazio laboratoriale Utò di via Pignatelli 14 a Lucera. Ingresso libero.
Cuore dell’iniziativa è la mostra espositiva fatta da pezzi inediti e variegati di cappelli, che rispondono alla testa e alle mani di creativi che hanno aderito alla call artistica lanciata da Utò-Lo Spazio della Luce. I diversi partecipanti (da più parti d’Italia) alla “chiamata artistica” esporranno un cappello da loro stessi realizzato, dopo aver utilizzato qualsiasi materiale a propria scelta: carta, tessuti, legno, metallo, plastica o elementi di recupero. Nessun vincolo stilistico, nessun limite formale è stato posto dall’organizzazione, permettendo che ogni opera potesse essere espressione autentica della propria visione del mondo. I cappelli, indossabili o simbolici, ironici o riflessivi, saranno protagonisti di una mostra espositiva dedicata alla libertà espressiva e alla valorizzazione della diversità.
L’evento “Il Cappellaio Matto: L’Identità” sarà arricchito e contestualizzato da un momento di approfondimento culturale. Il giornalista Alessandro Salvatore dialogherà con due ospiti d’eccezione: la professoressa e autrice Adelia Mazzeo, e lo stylist internazionale, produttore di cappelli, Raffaele Marone. Adelia Mazzeo ha dedicato la sua vita all’insegnamento delle lettere classiche, affiancando alla didattica una produzione editoriale fatta di articoli, racconti e fiabe. Nel suo intervento guiderà il pubblico nella genesi dell’espressione “Cappellaio Matto”, rileggendo il celebre personaggio di Lewis Carroll tra letteratura e filosofia, fino a sfiorare il pensiero pirandelliano. L’eccentrico personaggio – basato sulla tragica realtà dei cappellai dell'Ottocento, che spesso impazzivano a causa dell'avvelenamento da mercurio usato per trattare il feltro - nato in Alice's Adventures in Wonderland di Lewis Carroll, va oltre la semplice stravaganza, incarnando una prospettiva alternativa sul reale, dove follia e verità si intrecciano. Il linguaggio destrutturato e il tè infinito, sospeso in un tempo immobile, mettono in crisi la logica lineare e produttiva della modernità. In chiave filosofica, il personaggio richiama Luigi Pirandello: come nei suoi protagonisti, la maschera della follia consente di rivelare verità scomode, mostrando l’identità come frammentata e la verità come relativa.
Accanto ad Adelia Mazzeo la figura creativa di Raffaele Marone, erede di una storica tradizione familiare e figura di riferimento del marchio internazionale Marone, realtà che unisce a Foggia cinque generazioni dal 1805. Dalla manifattura artigianale delle origini fino a una rete di vendita capillare in tutto il mondo, il brand rappresenta un esempio virtuoso di continuità, qualità e innovazione nel panorama del Made in Italy. La sua esperienza racconta una visione in cui il cappello non costituisce un semplice accessorio, ma è elemento identitario e forma di espressione personale. Nel tempo l’azienda amplia modelli e capacità produttiva, mantenendo una impronta manifatturiera pur integrando tecnologie moderne e processi industriali evoluti. Oggi la produzione coinvolge maestranze specializzate e migliaia di pezzi l’anno, con una rete distributiva internazionale. Il cuore del marchio Marone resta la selezione dei materiali, la cura delle finiture e una visione del cappello come oggetto identitario, dove tradizione e innovazione convivono in equilibrio costante.
“Il Cappellaio Matto” si inserisce nella missione di Utò-Lo Spazio della Luce Aps: trasmettere soprattutto alle nuove generazioni il valore dell’artigianato, inteso non solo come tecnica, ma anche come cultura, memoria e possibilità creativa. Un’occasione per riscoprire il fare manuale, restituendogli dignità e futuro.


